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- Cambio record euro-dollaro, timori per l'export
26 Ottobre 2009 - L’euro è arrivato al massimo nei confronti del dollaro da 14 mesi a questa parte ed ha sfondato la soglia psicologica di 1,50 rispetto alla valuta americana. Se la notizia può avere riscontri positivi per le importazioni dagli Usa, altrettanto non si può dire per le nostre esportazioni, che hanno messo in allarme le imprese italiane.
L’apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, oltre il 20% dal mese di marzo scorso, ha spinto molti analisti a prevedere ulteriori rafforzamenti. Il super euro ha già bloccato diverse commesse per le aziende italiane e la paura aumenta considerevolmente con la preoccupazione che il rapporto tra le due valute possa raggiungere quota 1,60.
Lo sfondamento di quota 1,50 non rappresenta solamente un campanello d’allarme per le nostre esportazioni oltre Atlantico ma anche verso la Cina, in quanto lo yuan è agganciato alla fluttuazione del dollaro.
Un’ulteriore preoccupazione causata dall’indebolimento del dollaro proviene inoltre dal continuo rialzo del prezzo del petrolio, con il barile che ha chiuso la settimana sopra gli 81 dollari.
L’andamento della valuta americana riporta alla ribalta la questione oggetto da qualche mese a questa parte di un serrato dibattito tra i Paesi produttori di greggio: l’opportunità o meno di mantenere ancora il dollaro come valuta esclusiva di riferimento nelle contrattazioni internazionali riguardanti il petrolio.
La più recente proposta, proveniente dal ministro dell’energia del Qatar, Al-Attiyah, è quella di un paniere più esteso che comprenda anche l’euro, lo yen, lo yuan, le valute del Golfo Persico e addirittura l’oro.
Maurizio Zani - XageneFinanza2009
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