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- Nubi dagli Stati Uniti d’America
21Aprile 2009 - La settimana borsistica si è aperta all’insegna della paura: da una parte il cauto ottimismo sui bilanci delle banche Usa e dall’altra il timore che il Dicastero del Tesoro americano stesse valutando l’opportunità di irrompere con energia in alcuni pacchetti azionari degli istituti di credito.
La caduta di Wall Street, con gli indici in deciso ribasso, ha trascinato in territorio negativo tutte le piazza europee che hanno bruciato ad inizio di settimana altri 133 miliardi di euro.
Neppure due notizie che in altre occasioni avrebbero spinto all’insù i mercati non sono riuscite a far invertire la rotta: l’ormai certo acquisto da parte di Oracle di Sun Microsystems e l’offerta di Pepsi-Co di acquistare i suoi due più importanti imbottigliatori.
Le maggiori preoccupazioni sono state innescate dal rapporto trimestrale dalla Bank of America, che ha presentato profitti maggiori delle aspettative. Il contemporaneo accantonamento di oltre 13 miliardi di dollari per coprire eventuali debiti in aumento nascondono, secondo gli analisti, problemi di ben altra portata legati alla presenza di titoli tossici.
Altra benzina sul fuoco è stata gettata dal New York Times, secondo cui gli economisti del presidente americano sembrerebbero intenzionati a convertire in azioni ordinarie gli attuali prestiti erogati ai 19 maggiori istituti di credito americani, evitando così un’ulteriore richiesta di fondi al Congresso con il rischio di un esito incerto da parte del Parlamento statunitense.
Secondo le previsioni di bilancio potrebbero essere necessari altri 750 miliardi di dollari per ripulire definitivamente il mercato dai titoli immobiliari speculativi. Ulteriori esborsi da parte del Tesoro americano potranno giungere una volta che si sarà stabilito quali delle principali 19 banche Usa siano in grado di proseguire da sole senza aiuti di Stato e quali no.
Insomma, la situazione ruota ancora intorno al mercato americano, anche se da più parti si comincia ad intravedere la fine della crisi, che ha caratterizzato questi ultimi 21 mesi.
Maurizio Zani - XageneFinanza2009
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